Gli errori da evitare con le orchidee in inverno: ecco cosa sapere

Amate ma anche complesse da gestire per molti sono le orchidee che hanno indiscutibilmente parecchi ammiratori, coltivatori e comuni “fan” di questa famiglia di fiori, molto riconoscibile e che prevede una sezione di cure abbastanza specifihe. In particolare nelle stagioni più estreme come l’inverno è facile incappare in alcuni errori comuni.

In senso generale in realtà la conoscenza nei riguardi delle orchidee è abbastanza radicata da portare facilmente una cura delle orchidee, nella coltivazione ma anche nel mantenimento di una buona condizione di salute così da mantenere una fioritura adeguata, anche durante l’inverno, contesto che può compromettere ogni orchidea presente in casa.

Con alcune cure abbastanza definite, anche il meno esperto con le piante può ottenere grandi risultati e far prosperare questa specie, anzi questo intero gruppo di fiori molto particolare anche per diversi anni. A patto di evitare alcuni errori molto comuni che spesso non portano l’orchidea in media a superare il primo anno.

Fiori difficili? Non per forza

Questo perchè si tratta di sezioni di fiori che derivano da molte di origine selvatiche, che crescono in ambienti tropicali: le orchidee sono elementi floreali complessi, che in natura si trovano generalmente in condizioni umide, a ridosso o non lontane da alberi e piante perenni. Seppur ben integrate con un contesto urbano non sono mai totalmente considerabili “domesticate”.

Circa 3/4 delle varietà di orchidee presenti sul pianeta infatti non è stato possibile portarle alla domesticazione effettiva. Diverse specie però sono assolutamente conosciute quanto apprezzate per colori e varietà. Naturalmente necessitano di un fabbisogno costante di acqua e luce ma in entrambi i casi le orchidee vanno considerate come piante che non sopportano eccessi ed estremi.

E’ un concetto apparentemente semplice da capire ma che può portare un po’ difficoltà nell’atto pratico, in particolare in inverno come detto, in quanto dobbiamo replicare, nei limiti del possibile, delle condizioni stabili di temperatura e di tipo ambientale. Come trattare e quindi “curare” le orchidee durante l’inverno? Proviamo a scoprirlo.

Cura in inverno

Sono come detto piante ornamentali abituate a contesti tropicali ma non bisogna considerarle al pari di piante grasse: in condizioni naturali vedono una presenza di umidità sufficiente ed una temperatura compresa tra i 22 ed i 28 gradi come ideale, evitando sbalzi di condizione in tutti i casi, in particolare se viviamo in aree dal clima rigido è necessaria qualche attenzione.

La migliore posizione è una camera o angolo di stanza sufficientemente temperata, abbastanza umida (almeno il 50 %) evitando di posizionarla accanto a condizionatori, deumidificatori o termosifoni o qualsiasi forma di riscaldamento. Tenere la pianta nei pressi di finestre solo se queste sono prive di spifferi che diversamente possono essere fatali.

Ha bisogno però di un buona quantità di luce solare, non diretta, per continuare a svilupparsi nel corso del tempo. Essendo piante da tenere prevalentemente al chiuso, bisogna non concepire per le orchidee un ambiente troppo diverso nel passare del tempo quindi con il susseguirsi delle stagioni, anche in inverno e nelle irrigazioni.

Come irrigare in inverno

Simile per concetto l’importanza dell’irrigazione che in inverno resta fondamentale, ma deve essere concepita con meno frequenza, specialmente se la pianta risulta essere sufficientemente disposta in un contesto umido. Se in estate può essere necessario irrigare anche 2 volte a settimana, in inverno questo termine di tempistica si riduce molto.

Mediamente una volta ogni 10 – 15 giorni, ma non è un valore assoluto, per questo conviene “tastare” con mano il substrato, ovvero il tipo di terriccio utilizzato per le orchidee, che ha bisogno mediamente di una sezione molto particolare, dal terriccio molto drenante ed una presenza di corteccia, il tutto per fornire una capacità di non accumulare troppa umidità.

Basta inserire un dito nel terriccio e concepire l’irrigazione esclusivamente quando il composto del terreno è totalmente asciutto: il sistema più efficace è quello dell’immersione del vaso con la pianta in una bacinella con acqua a temperatura ambiente per alcuni minuti, lasciandolo poi sgocciolare nei minuti successivi, evitando accumuli d’acqua.

Altre cure

Se viviamo in un contesto secco possiamo decidere di nebulizzare un po’ d’acqua a temperatura ambiente sulle foglie, evitando però di colpire anche i fiori che sono molto più delicati. Questo fornirà una buona quantità di umidità e garantirà anche una maggior forma di “traspirazione” e passaggio di aria e luce sulla pianta.

E’ meglio evitare potenzialmente i rinvasi se non sono necessari durante l’inverno, questi sono tuttavia possibili da completare se la pianta è oramai troppo “costretta” in un vaso molto piccolo. Meglio farlo utilizzando un contenitore un po’ più grande di quello precedente, valutando nel mentre la presenza di radici secche.

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