Strappa la banconota per verificarne l’autenticità: il sistema che lascia tutti a bocca aperta

I metodi per capire l’autenticità e quindi la validità di una banconota sono disparati, alcuni molto conosciuti e semplici da attuare, altri molto meno. Eppure alcuni in particolare nelle varie funzioni evidenziate dal contesto del web evidenziano dei metodi alternativi che però sono divenuti fonte di discussione, ovvero strappare la banconota per capire se è autentica.

Questo atto ha naturalmente suscitato pareri discordanti, non sempre effettivamente positivi, ma anzi piuttosto discutibili sia in merito al concetto stesso di distruzione di denaro per fini disparati ma anche come validità per scoprirne se la banconota è effettivamente vera. E’ un sistema che funziona? E soprattutto, quali sono le conseguenze?

Il concetto di distruzione del denaro non è così oscuro, anzi ogni regolamentazione dei vari stati del mondo godono di leggi apposite concepite, a partire dal XX secolo che hanno esattamente questa funzionalità ossia punire la distruzione di denaro falso, condizione ovviamente che non si sviluppa per quello contraffatto quindi falso.

I metodi anti contraffazione

Ogni emissione, come naturalmente anche l’euro, dispone di vari elementi che servono a rendere riconoscibili gli esemplari in vari modi, sfruttando la vista ed il tatto ma anche con l’udito in quanto il suono che sviluppano le emissioni autentiche è più secco e riconoscibile. L’euro infatti viene costituito da esemplari sviluppati in vari strati di cotone.

Esistono vari elementi per riconoscere le banconote autentiche, come le sezioni in rilievo che devono essere uniformi tra le parti e percepibili in maniera immediata al tatto, ma anche vari elementi visibili osservando la banconota in condizioni di trasparenza. La placchetta magnetica deve essere traslucida ed in grado di cambiare con la luce la propria configurazione.

La filigrana che si trova sul lato sinistro della banconota deve essere visibile in condizioni di controluce e percepibile leggermente al tatto, deve recare la medesima figura architettonica dell’esemplare in questione, oltre al filo di sicurezza che deve recare il valore della banconota. Le cifre devono presentare un tipo di inchiostro variabile in condizioni di luce diversa.

Distruzione del denaro

Naturalmente una banconota al suo interno è diversa dalla comune carta, quindi strappandola possiamo capire probabilmente se è autentica oppure no. Questa azione però non è consigliabile se esiste un dubbio, ma solo se siamo sicuri della sua non autenticità, ad esempio nel caso degli esemplari fac simile che recano in modo evidente il termine di valore non effettivo.

Dal punto di vista legale le nazioni e le entità sono diverse, in diverse nazioni distruggere una banconota che si rivela autentica in modo intenzionale, quindi “di proposito” è un reato, e può portare generalmente il pagamento di una multa, in alcuni casi specifici addirittura la pena detentiva. In Europa, Italia compresa la situazione è però diversa.

La legge infatti non punisce la distruzione di denaro se questo viene costituito in piccole quantità, può diventare reato solo se questo avviene in forma simbolica ma in larga scala all’interno di una particolare operazione di manifestazione o protesta quindi con una valenza spiccatamente politico che però deve essere di natura particolaremente grave.

Il denaro distrutto è valido?

In altre nazioni invece questa operazione diventa reato anche per il semplice concetto di danneggiare o distruggere simboli o effigi, se queste sono presenti (non è il caso dell’euro che sulle banconote non evidenzia alcun volto, almeno fino alla prossima edizione). Il denaro danneggiato può essere in alcuni casi sostituito da eseplari di egual valore.

Questo avviene seguendo una legge che basilarmente è semplice, ossia un pezzo può essere sostituito se il titolare non ha provveduto intenzionalmente a danneggiarlo quindi tagliarlo a metà con secondi fini, ma se questo è accaduto in modo non intenzionale, e se la banconota o quel che ne resta è sufficientemente grande, almeno poco più della metà.

In questo modo viene garantita che l’altra eventuale metà non possa essere impiegata per ottenere un nuovo esemplare. In ogni caso tutti gli esemplari di questo tipo vengono controllati per controllare anche la dinamica che ha causato la rottura e la separazione in parti diverse. E’ sempre un contesto molto variabile.

Non distruggere le banconote!

Non è mai una buona idea distruggere il denaro, anche per una questione pratica, come evidenziato su tutti gli esemplari sono evidenti vari metodi che possono aiutarci a riconoscere i pezzi “autentici” e se un esemplare è usurato o consumato fino ad essere rovinato entro certi limiti, può essere comunque sostituito sempre seguendo il concetto della dinamica.

Per farlo è sufficiente recarsi in una qualsiasi filiale o sportello legato alla Banca d’Italia, per pochi esemplari l’operazione di controllo e sostituzione solitamente è abbastanza rapida, per molti più esemplari o se questi sono particolarmente compromessi l’analisi può richiedere anche molto più tempo al fine di ottenere un risultato garantito.

Lascia un commento