Chiunque possieda un televisore, un computer, uno smartphone o qualsiasi altro apparecchio che possa ricevere il segnale televisivo, deve per forza pagare questa cosa che si chiama canone RAI, anche se, onestamente, non è che sia proprio il massimo della simpatia. Diciamo che, piaccia o no, questa tassa è un po’ un classico del nostro paese, ed è sempre stata una di quelle cose di cui si parla, si discute, ma alla fine rimane lì, stabile, come una presenza ingombrante che non se ne va mai del tutto.
Per esempio, nel 2023, dopo che la crisi e la pandemia avevano messo a dura prova tante famiglie, il governo ha pensato bene di abbassarlo a 70 euro, giusto per dare un po’ di respiro, per far credere che magari le cose si stavano sistemando, o almeno che stavano cercando di fare qualcosa. Ma, come sempre accade, quella speranza è stata un po’ una chimera, un’illusione, perché nel 2025 è risalito di nuovo a 90 euro, e già lo sappiamo, questa cosa non piacerà di certo a molti.
Insomma, una piccola boccata di aria fresca che è durata giusto il tempo di un battito di ciglia. E poi, una delle cose più interessanti, o forse sarebbe meglio dire meno interessanti, del canone, è che non lo paghi tutto in una volta sola, ma lo trovi sparso nelle bollette della luce, ed è lì che arriva il bello. Perché te lo ritrovi in ben dieci rate mensili, da gennaio a ottobre, e ogni volta è come un piccolo promemoria che ti ricorda che, nonostante tutto, questa tassa è sempre presente, sempre lì ad aspettarti.
La tassa che non se ne va mai
La trovata, pensata nel 2016, era stata quella di cercare di ridurre l’evasione fiscale, ma anche questa, a dire il vero, non è che abbia funzionato proprio alla perfezione. È vero, il fatto che arrivi insieme alla bolletta della luce rende un po’ più facile fare tutto in un colpo solo, senza dover pensare a pratiche complicate o a date da segnarsi sul calendario. In teoria dovrebbe semplificare la vita, ma, come spesso accade, la realtà è un po’ diversa.
Sì, va bene che la burocrazia ci fa sempre un po’ paura, ma quando è così, te lo ritrovi comunque ogni mese in bolletta, con quella sensazione di ancora questa roba da pagare che ti fa storcere il naso. Detto questo, non è che tutti siano così entusiasti di questa risalita del canone, soprattutto perché c’è chi inizia a chiedersi se sia proprio necessario.
Alla fine, la Rai è una risorsa fondamentale per il paese, ci mancherebbe, ma è anche vero che oggi, con tutte le piattaforme online che ci bombardano da ogni parte, la TV tradizionale sembra diventata quasi un ricordo di un altro tempo. Le piattaforme di streaming oggi riempiono le giornate della maggior parte della gente, e la televisione classica? Ma chi la guarda più? Nonostante tutto, però, il canone resta un obbligo.
Il canone RAI tra speranze e realtÃ
E qui nasce il dilemma: se ormai la gente non guarda più la TV, perché continuare a pagare per un servizio che sembra quasi inutile? Però, ecco, se ci pensi, la Rai deve comunque mantenersi viva, perché se non ha i soldi per funzionare, addio programmi, addio trasmissioni, addio a tutto. Ed è così che finiamo per finanziare tutto questo, anche se magari non ne abbiamo voglia, e non c’è molto altro da fare, perché il servizio pubblico deve essere sostenuto, e noi siamo quelli che ci mettono i soldi.
Certo, fortunatamente non tutti devono pagare. Per esempio, chi non ha alcun apparecchio che possa ricevere il segnale televisivo è esonerato dal pagamento, e basta fare una semplice dichiarazione per non ricevere la bolletta. Poi ci sono anche gli over 70 con un reddito inferiore agli 8.000 euro annui, che possono chiedere di non pagare, sempre che facciano domanda entro la fine di gennaio.
E non finisce qui, perché anche i diplomatici o i militari stranieri che lavorano per la NATO o in ambasciate all’estero sono esonerati dal canone. Quindi, se appartieni a queste categorie, potresti riuscire a evitare la tassa, ma occhio alle scadenze Perché se ti dimentichi di fare la richiesta in tempo, ti ritrovi con la bolletta in mano e non puoi farci più niente.
Il canone RAI e la TV che cambia
Quindi sì, l’idea che sia tutto più facile sembra avere un lato positivo, ma bisogna anche ricordarsi di agire in tempo. Se no, te la ritrovi in bolletta e… niente da fare. Alla fine, il canone non è proprio una cosa nuova. Ce l’abbiamo da decenni, e da decenni fa discutere. Negli anni ’90, ad esempio, c’erano partiti politici che parlavano di eliminarlo o almeno ridurlo, così per alleggerire un po’ le tasche degli italiani.
Ma, come spesso succede, tutto è rimasto com’è, senza grosse novità , e nonostante le chiacchiere, il canone è rimasto lì, presente, e pure con nuovi metodi di pagamento, tipo quello che ti addebita direttamente sulla bolletta della luce. Questa mossa era stata pensata proprio per combattere l’evasione fiscale, ma alla fine, se ci pensi, cosa è cambiato davvero?
Le persone continuano a lamentarsi, a sperare in un miracolo che faccia abbassare il canone, ma la realtà è che siamo sempre più o meno nella stessa situazione. Quando nel 2023 il canone è stato ridotto a 70 euro, sembrava davvero un segno di speranza, una piccola boccata d’aria per chi aveva le mani veramente legate dalla crisi.
Canone RAI, bollette e promesse
Ma, ecco, nel 2025 siamo tornati a 90 euro, e diciamocelo, quella speranza è svanita in fretta. Insomma, la Rai ha bisogno di fondi, questo è indiscutibile, e se non li ha, non fa più nulla. Però, d’altra parte, viviamo in un’epoca in cui la TV tradizionale è superata, e i soldi per mantenere tutto questo sembrano quasi uno spreco, soprattutto per chi, diciamocelo, non guarda nemmeno un programma in diretta.
Eppure, nonostante tutto, la Rai è ancora lì, una presenza solida, una risorsa pubblica che continua a dare un contributo, anche se a volte non ce ne accorgiamo nemmeno. Insomma, anche se il canone non è proprio la tassa più amata del mondo, è pur sempre una delle principali fonti di finanziamento per un servizio pubblico che, bene o male, continua a esistere, e a essere utile, nonostante le enormi trasformazioni che stiamo vivendo nel panorama televisivo e digitale. Forse la TV tradizionale sta diventando una specie di cosa vintage, ma la realtà è che ci serve ancora.